|
|
|
|
|
|
|
|
| Il 42% delle famiglie fa sacrifici per arrivare a fine mese |
| |
|
Gli effetti della crisi si fanno sentire sulla vita lavorativa e familiare degli italiani, tanto che il 92% degli intervistati dalla SWG per conto dell'IRES Cgil ritiene che l'attuale crisi sia “molto” (37%) o “abbastanza” (55%) grave. L'indagine, che si propone di indagare sulle condizioni del lavoro al tempo della crisi, rivela anche che c’è il 42% delle famiglie italiane composto da chi fa sacrifici (26%) e chi proprio non ce la fa ad arrivare a fine mese (19%). L'indagine sulle condizioni del lavoro rivela inoltre che il 47% degli intervistati ammette di aver avuto conseguenze dirette dopo l'inizio della crisi economica: tra questi ci sono anche i dipendenti pubblici. Per il 70% degli intervistati, inoltre, l'azienda o l'ente per cui lavora "ha subito effetti dalla crisi", percentuale che sale all'82% nel caso dell'industria e costruzioni. Tale percezione è del 50% tra i dipendenti pubblici. Per quanto riguarda il lavoro nero, il 62% degli intervistati teme che in caso di perdita di lavoro si sentirebbe a rischio di dover accettare un lavoro al nero. Il salario medio percepito dai lavoratori dipendenti è di 1.320 euro e tra gli operai lo stipendio scende a 1.030 euro. Nel campione intervistato il 2% guadagna fino a 500 euro, il 25% tra 500 e mille euro e il 52% tra mille e 1.500 euro. In media il salario "privato" è del 17% inferiore a quello pubblico (1.180 euro contro i 1.420). Come risposta alla crisi il 51% degli intervistati giudica "male" la capacità di reazione del governo (54% il parere negativo per il governo regionale), mentre il giudizio negativo nei confronti delle imprese è dato dal 30% degli intervistati.
|
|
|

|